![]() |
|
La lettera fu ritrovata dopo la morte di Beethoven, allo stesso momento del " Testamento di Heiligenstadt " è composta di due fogli doppi, scritti recto-verso, quindi otto pagine, di formato circa 200 x 238 mm e di un foglio semplice di 201 x 119 mm recto-verso, quindi 10 pagine complessive. Il testo è scritto a matita. Un'analisi attenta dimostra che certe parole sono ripassate, a matita, preoccupazione avuta da Anton Schindler per una migliore leggibilità , dal momento che, probabilmente, utilizzò parte di questa lettera in facsimile nella terza edizione della sua biografia su Beethoven. La numerazione delle pagine è di Schindler, così come il tentativo di cancellatura delle parole " Oh geh mise, geh mise " Si notano inoltre due timbre, posti, alla metà dell' ottocento, alle pagine 1 e 5 posti Biblioteca di Berlino (Preussische Staadtbibliothek Berlin). |
|
|
|
|
|
|
|
Questa lettera è stata tradotta rispettando scrupolosamente il facsimile pubblicato dalla Beethoven-Haus nel 1986. Per quanto possibile, la punteggiatura di Beethoven è stata rispettata, fino al punto in cui le frasi non avessero perduto il senso nella traduzione. I trattini (importanti perché suppongono una " pausa " dello spirito e sono tipici dello scrittura Beethoveniana) sono indicati tutti. Dimostrano l'agitazione nello spirito di Beethoven nel momento in cui redigeva questa missiva e se certuni sembrano talvolta fuori posto, sono tuttavia importanti come senso e possono essere paragonati a dei " sospiri " . Sono di Beethoven le cancellature indicate: quella della pagina 3, ad esempio. Quella della pagina 7 molto probabilmente è stata fatta da Schindler che voleva dare a questa lettera una piega meno fisica " e limitare il collegamento ad un aspetto puramente spirituale" (riferimento preso dal libro "Beethoven" di Anton Schindler). È da notare che " Geliebte " significa, in tedesco " amante ". Abbiamo utilizzato " amata" che è sempre stata usata da tutti i traduttori. All'epoca di Beethoven la parola " amante " non aveva il senso peggiorativo che ha oggigiorno. Beethoven leggeva enormemente ed amava la poesia. Contrariamente alle affermazioni comunemente tramandate, Beethoven non era privo di istruzione - ed ancora meno di intelligenza. Tutta la sua corrispondenza lo dimostra. Questa lettera, in particolare, è un grido d' amore gettato in fretta sulla carta e se si vuole costruire un'idea supplementare dell'importanza di questa " geliebte " per Beethoven, basta notare queste tre piccole parole della pagina 1: " col tuo ", che ha aggiunto tra due linee, volendo che mostrarle sino a che punto teneva a cuore questo dettaglio. La fine della lettera " eternamente tuo, eternamente mia eternamente nostri " ci ricorda un po' il finale di certe opere musicali del Maestro e le tre parti della lettera sembrano tre movimenti differenti di sonata o di sinfonia Per quanto riguarda la traduzione italiana, la migliore oggi in stampa è sicuramente quella edita da Skira, Lettere di Beethoven, Volume II, ISBN 88-8118-609-8, traduzione mutuata direttamente dall' edizione tedesca edita da Sieghard Brandemburg. |
|
|
© Dominique PREVOT - Tradotto dal francese da Armando ORLANDI |
![]() |
|
|||||||||||||||||||