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Titolo I funerali di Ludwig van Beethoven

Giovedì 29 marzo 1827, pomeriggio.

Tra 10 000 a 30 000 persone sono riunite per accompagnare Ludwig van Beethoven verso la sua ultima dimora.

Heinrich Anschütz, attore, legge l'orazione funebre scritta da Franz Grillparzer, grande letterato, davanti alle porte del cimitero di Währing (oggi, Schubert Park).

Partecipazione ai funerali di Beethoven...
Partecipazione ai funerali di Beethoven...
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Titolo Testo dell'orazione funebre
Nel raccoglierci qui presso la tomba di questo uomo che ci ha lasciati, noi siamo, per così dire, i rappresentanti di una intera nazione, di tutto il popolo tedesco, in lutto per la scomparsa di un suo celeberrimo figlio, di tino dei due testimoni di quanto ancor ci rimane dello splendore. ormai svanito, della nostra arte nazionale, della fioritura spirituale della patria. Ancora vive. si -e possa vivere a lungo! - l'eroe del canto in lingua tedesca; ma l'ultimo Maestro, lo splendido portavoce dell'arte dei suoni, colui che ereditò e dilatò la fama immortale di Haendel e di Bach, di Haydn e di Mozart, ha cessato di vivere, e noi, piangendo, siamo qui accanto alle corde spezzate della lira, che ora tace.
La prima tomba di Beethoven
La prima tomba di Beethoven
disegno di Vincent d'Indy - 1880...

Della lira che ora tace! Lasciate che ne parli così! Giacché egli era un artisti e quel che egli era, lo era soltanto in virtù della sua arte. Le spine della vita l'avevano trafitto nel profondo, ma come il naufrago che si aggrappa alla riva, cosi egli si rifugiò tra le tue braccia, o sorella sublime del Bene e del Vero, consolatrice del dolore, Arte che vieni dal Cielo! Saldo si strinse a te, e persino quando fu serrata la porta attraverso la quale eri entrata in lui e gli parlavi, quando divenne cieco alle tue fattezze, nel suo orecchio ormai sordo, continuò a portare impressa nel cuore la tua immagine, e in petto la serbava anche sul letto di morte.

Fu un artista, e chi è in grado di stargli alla pari?

Come Behemoth trascorre per i mari, così egli valicò i confini della sua arte. Dal tubare della colomba sino al rimbombo del tuono, dal più sottile intreccio di puntigliosi artifici sino alla terribile soglia in cui la forma si perde nel capriccio sregolato di forze naturali in conflitto tra loro, tutto ha percorso, tutto ha assunto in sé. Chi verrà dopo di lui non potrà continuarne il cammino, dovrà ricominciare dall'inizio, poiché colui che l'ha preceduto si è arrestato solo ai limiti estremi dell'arte.

Adelaide e Leonore! Epinicio per gli eroi di Vittoria! Canto devoto del sacrificio della messa. E voi, prole del genere a tre e quattro strumenti! Sinfonia impetuosa! E tu Freude, schoener Gotterfunker, canto del cigno! Muse del canto e del suono degli archi!Voi tutti attorniate la sua tomba e cingetela di alloro.

Fu artista, ma anche uomo, uomo nel significato più pieno. Poiché si isolò dal mondo lo dissero ostile, e lo dissero insensibile poiché rifuggiva il sentire comune. Ah! Chi si sa duro non fugge! L'eccesso di sentimento evita il sentire volgare. Se fuggì il mondo, fu perché nel profondo del suo animo aperto all' amore non trovò alcun sostegno per resistergli. Se si Sottrasse agli uomini, fu solo dopo aver loro dato tutto senza aver ricevuto nulla in cambio. Fu solo, poiché non trovò chi gli fosse pari! Eppure sino alla morte serbò per tutti un cuore ardente, paterno coi suoi cari, totalmente dedito al genere umano!

Così egli tu, così è morto, così vivrà per tutti i tempi a venire.

Ma voi, che avete sin qui seguito questa cerimonia, dominate la vostra mestizia! Non l'avete perduto, poiché ora soltanto è veramente vostro. E quando la porta della vita si serra alle nostre spalle che quella del tempio dell'immortalità si spalanca. Ora egli è riunito ai Grandi di tutti i tempi, per sempre inviolabile. Congedatevi dunque dal suo sepolcro afflitti, ma temprati. E se mai vi accadrà di venir sopraffatti, come dal turbine che infuria, dalla potenza delle sue creazioni, se le vostre lacrime scorreranno al cospetto di una generazione oggi ancora non nata, ricordatevi di questa ora e pensate: noi c'eravamo quando fu sepolto, e quando morì noi abbiamo pianto.

I funerali di Beethoven, un quadro di Franz Stober - 1827...

I funerali di Beethoven, un quadro ed un disegno di Franz Stober - 1827...

I funerali di Beethoven, un disegno di Franz Stober - 1827...

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© Dominique PREVOT - Tradotto dal francese da Armando ORLANDI
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