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Alla fine del maggio 1968, Mauricio Kagel, musicista argentino, si lanciò nella realizzazione del film. " Ludwig van ". Questo fu il suo primo film. Questo film, girato volontariamente in bianco e nero, è disturbato, irrispettoso, addirittura aggressivo. In questo modo è dato il ritmo del film: né servizi documentati, né film biografico o aneddotico, Kagel ci provoca, ci sorprende, ci infastidisce..... Poi, assisteremo, nel disordine più totale, ad un ridicolo dibattito televisivo su Beethoven e sulla sua musica; ad una valutazione delle capacità fisiche, morali e psichici della musica di Beethoven e sugli interpreti della stessa (questa parte è vivamente comica); ad un'intervista, che fa scendere in campo un discendente di Beethoven... Ci sono inoltre molteplici altre scene, dove gli argomenti sembrano essere l'udito del compositore, l'analisi del suo cranio, corsi musicali televisivi, le analisi dei testi di Beethoven (particolarmente i suoi quaderni di conversazione), ecc. Il film si conclude in uno zoo,con scene che presentano animali in atteggiamenti tanto stupidi che divengono addirittura escatologici. La musica di Beethoven è interpretata con talento dallo stesso Mauricio Kagel. |
Alla fine questo film raggiunge il suo scopo: disturba e non lascia indifferenti. La sua mancanza di costruzione e l'assenza di logica tra le sequenze impedisce totalmente allo spettatore di anticipare la sequenza seguente. Impossibile dunque investirsi personalmente in questa opera. Il cineasta ridicolizza uno dopo l'altro l'insieme delle persone che si prendono troppo sul serio: i musicisti , cui l'emotività è troppo spinta, gli analisti che cavano notizie sorprendenti su testi più anodini, i conservatori ed i collezionisti di " reliquie " di Beethoven, le trasmissioni televisive pseudo intellettuali, e così via. Purtroppo, sebbene su questo piano il film raggiunga il suo intento, ben presto la narrazione si imbolsisce. Peraltro, Mauricio Kagel è musicista di talento ed i suoi adattamenti della musica di Beethoven sono molto riusciti, addirittura geniali. Ma che dire dell'associazione di questa musica con le immagini? Si può, per esempio, mostrare un elefante che defeca nello stesso momento in cui si sente un coro Beethoveniano? (una delle ultime immagini che mi ricordi, confesso di essermi addormentato…) Certo, Kagel ha osato ed il suo film ne è la prova. Ma per quale fine? La risposta è superiore al mio ragionamento! |
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Esiste anche una raccolta di partiture, realizzate da Mauricio Kagel nel 1970. Il libro è composto da foto con dettagli di interni coperti di note musicali (vedere foto in alto). In questo modo l' artista ci offre una varietà di almeno 45 partiture di forme particolari atte ad accendere l' immaginazione dei musicisti. L'obiettivo di Kagel, noi crediamo, è di fare capire all'interprete che la musica del passato deve essere interpretata come musica presente. Inoltre Alexandre Tharaud rilancia la sfida con questa registrazione. |
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© Dominique PREVOT - Tradotto dal francese da Armando ORLANDI |
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