La stampa non lesinava elogi sulla pièce. Ecco alcune critiche:
Il Figaro - Fare parlare Beethoven, poteva sembrare compito
molto ambizioso o poco familiare; M. René Fauchois spese tanto
ardore giovanile e di sincerità commossa, che si ascoltò
i suoi versi senza nessun disagio e spesso con piacere. Il suo Beethoven
contiene belle strofe e degli eloquenti pezzi e non sono indegni della
calorosa accoglienza che gli fece il pubblico.
FRANCIS CHEVASSU
Il Tempo - Questo tema - la sordità di Beethoven - che
poteva essere monotono, fastidioso e un poco ridicolo, M. René
Fauchois ha saputo variarlo, stampargli ad ogni volta una forma nuova
e commovente. Lo riprende, lo modula con un'agilità ed oso dire
con una fluidità notevole. Questo non è solamente lavoro
di un poeta, ma di un musicista.
ADOLFO BRISSON
Il Giornale dei Dibattimenti - Il dramma di M. René Fauchois
meritava questa accoglienza per le sue belle qualità di convinzione,
di patetismo e per il suo reale valore poetico, ma devo constatare anche
che M. René Fauchois si è mostrato buono poeta, che ha
fatto le sue prove, allo stesso tempo, di drammaturgo già abile,
evitando ciò che l' argomento poteva avere di scenicamente pericoloso...
M. René Fauchois sa stabilire una scena con pulizia, svilupparla,
condurla e tirarne l'effetto che comporta. Il suo verso ha della foga
e dell'ampiezza. È pieno e sonoro e sostiene solidamente l'immagine
ed il pensiero. Del resto tutta la concezione dell' opera è di
un poeta... M. Fauchois ha saputo essere allo stesso tempo di un realismo
straziante e di una reale nobiltà nella pittura di questa angoscia
di un'anima sublime . Il suo Beethoven, ripetiamolo, è un'opera
di un'ispirazione alta e di un'esecuzione degna dell'argomento; e se
ci sono alcune riserve da fare su certe questioni marginali, non impediscono
di trovare perfettamente giustificato il successo della pièce
di M. René Fauchois.
HENRI DI RÉGNIE