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Titolo Ludwig van Beethoven a Trieste, in Friuli Venezia Giulia. Museo della Revoltella

Marcello Mascherini nasce a Udine il 14 settembre 1906.

Bambino si trasferisce con la madre a Trieste, dove vivrà per tutta la vita . Dal 1921 al 1924 frequenta la sezione degli "Scultori Ornatisti" della Scuola per Capi d'Arte dell'Istituto Alessandro Volta ed ha, come maestro di modellato, Alfonso Canciani. Proprio l' anno successivo è il busto presentato dalla nostra collaboratrice triestina, Sara Zupancic, discendente diretta di quel Ignaz Schuppanzigh che tanto ruolo ebbe nelle prime esecuzioni dei quartetti di Beethoven.

Opere di Marcello Mascherini sono conservate in molte collezioni private ed esposti nei musei d'Arte Moderna di Milano, Torino, Roma, Anversa, Edimburgo, Houston, Monaco di Baviera, Rotterdam, San Francisco, San Paolo del Brasile, e Tokio.

Lo scultore morirà a Padova il 19 Febbraio 1983.

Beethoven...

Visione della testa, trequarti sinistra, con lo spendido profilo.

Beethoven...

La testa sprizza tetragona possanza, in pieno stile protofascista.

A quest' uopo, Sara ci manda un notturno, del poeta Srecko Kosovel (1904 – 1926) che ritengo molto evocativo per la terra del Carso e per noi tutti, sapendo quanti lutti quella disgraziata terra ha dovuto subire nei secoli:

Nokturno

Razbijam svoj beli Kras,
z muko razbijam ga
in mislim na Beethovnov obraz.
Pianist sem z zeleznimi rokami.
Kras se lomi, zemlja krvavi,
a dan se ne zdrami.
Pokaj bele ladje iz pristana?
Za zolto jadro je skril svoj obraz
mornar. (Sonce gori.) Kaj sanja?
Razumem. Tiho vstaja prevrat,
s tipalkami zgocimi duše osvaja. -
Si sredi poti? Zacni od kraja!
Ocisti se v ognju, postani nam brat!

Srecko Kosovel.

 

Notturno

Sto distruggendo il mio bianco Carso,
lo distruggo con fatica
e penso al volto di Beethoven.
Sono un pianista con le mani di ferro.
Il Carso è a pezzi, la terra sanguina,
ma il giorno non si leva.
Perché le bianchi navi del porto?
Il marinaio ha nascosto il suo volto dietro la vela gialla.
(Un sole di fuoco) Cosa sogna?
Capisco. Lentamente si leva la rivoluzione,
conquista le anime con antenne di fuoco. –
Sei in mezzo alla strada? Ricomincia daccapo.
Purificati nel fuoco, diventa nostro fratello!

Traduzione: Sara Zupancic

 

Titolo Ascoltando Beethoven, di Lionello Ballestrini, sempre al Museo della Revoltella di Trieste

L' ospite più famoso della Revoltella, dal punto di vista di noi beethoveniani, è il famosissimo "Ascoltando Beethoven", che già abbiamo trattato parlando dei bozzetti conservati al Museo G.A.M. di Torino. Ecco la descrizione del dipinto, riportata dall' eccellente sito del museo:

"Con questo grande e scenografico dipinto, nel 1900 Balestrieri raggiunse la celebrità vincendo la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi; l’anno successivo lo espose alla IV Biennale di Venezia, dove ottenne uno straordinario successo. In questa occasione fu acquistato dal museo Revoltella.
L’idea dell’opera nacque, come rivel lo stesso Balestrieri in uno scritto autobiografico, dal ricordo di una serata trascorsa in compagnia di alcuni amici bohémiens in una mansarda di Parigi, durante la quale il suo amico Giuseppe Vannicola, musicista e poeta, interpretò al violino la Sonata di Kreutzer di Beethoven. Nel dipinto il pittore compare di profilo, seduto accanto ad una giovane donna che, rivolgendo lo sguardo allo spettatore, lo coinvolge nella scena pittorica."

© Armando Orlandi - Sara Zupancic

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