Opus 3 - Trio in mi bemolle maggiore op. 3 per violino, viola e violoncello (redazione definitiva) - 1795
Trio in mi bemolle maggiore op. 3 per violino, viola e violoncello (redazione definitiva), 1795 - primavera 1796, pubblicato in parti separate a Vienna, Artaria, primavera 1796; in partitura a Mannheim, Heckcl, ottobre 1848.
GA. n. 54 (serie 7/1) - Bruers 3 - KH. 3 - L. I, pagina 50 - Nottebohm 3 - P. 64 - Sch. pagine 219/42 - Thayer 18, Biamonti 105.
Si è già parlato della prima redazione di questo Trio e dell'ipotetica derivazione della presente, definitiva, da un fallito tentativo di adattamento a Quartetto. Si riconoscono facilmente nell'opera caratteri di leggerezza, di eleganza, di piacevolezza che, uniti alla varietà ed al maggior numero dei movimenti, la fanno più vicina al Divertimento e alla Serenata che non al Trii per archi op. 9, composti da Beethoven nello stesso giro di tempo. Strumentalmente essa costituisce un Insieme organico dove trionfa quasi sempre il valore del complesso, non la fatuità virtuosistica di un singolo.
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Opus 8 - Serenata per Violino, Viola e Violoncello -
1796-1797
Serenata in re maggiore Opus 8, per violino, viola e violoncello, 1796 - 1797, pubblicata in parti staccate a Vienna, Artaria, ottobre 1797; in partitura a Mannheim, Heckel (con consenso della Casa Artaria), ottobre 1848.
GA. n. 58 (serie 7/5) - Bruers 8 - KH. S - L. I, p. 85 -N. 8 - P. 88 - Thayer 50 Biamonti 135
Il manoscritto originale è perduto.
L'opera consta di cinque parti principali: la prima (Marcia, Adagio), terza. (Adagio, con intercalato uno Scherzo) e quinta (Tema con variazioni) articolate ciascuna in vari movimenti; le altre due (Minuetto - Polacca) ben definite nelle rispettive forme di danza.
La terza parte potrebbe avvicinarsi, per il contrasto fra l'Adagio e lo Scherzo che la costituiscono, al secondo tempo (nello stesso tono di re minore) della Sonata per pianoforte op. 28 (ma senza arrivare alla composizione finale dei due elementi espressivi diversi); mentre per la fisionomia particolare della melodia l'immaginazione corre in anticipo ai tempi lenti della Sonata per pianoforte op. 10 numero 3 e del Quartetto op. 18 n. 1 (anche questi in re minore). Lo Scherzo che si inserisce nel mezzo una breve badinerie tipicamente strumentale: L' Adagio discretamente mozartiano che segue alla Marcia iniziale, e si vuole considerare da taluno come inscidibilmente unito ad essa nel senso unico della Entrata, è una pagina di serena, gioviale espansione, con la quale fa poi contrasto il successivo Adagio in minore costituente la terza parte, di cui si è detto sopra.
Nel Minuetto il sorriso si insinua attraverso la robustezza della costituzione ritmica. La Polacca è d'una piena giocondità danzante.
I' ultima parte — tema con variazioni, con ripresa infine della Marcia iniziale — è uno di quei commiati con cui Beethoven ricorrerà, con più o meno impegno, anche in altre opere posteriori.
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Opus 137 -
Fuga per 2 Violini, 2 viole ed un violoncello - 1817
Fuga in re maggiore per 2 violini, 2 viole e violoncello op. 137, novembre 1817, pubblicata a Vienna, Haslinger, autunno 1827 (partitura e parti separate).
GA. n. 35 (serie 5/4) - Bruers 137 - KH. 137 - L. IV, p. 308 - Nottebohm 137 - Thayer 213.
Un manoscritto originale incompiuto si trova a Vienna nell'archivio della società degli Amici della Musica; un altro, compiuto, datato 28 novembre 1817, nella biblioteca del Conservatorio di Parigi.
Opera di non grande estensione, con un tema di carattere spigliato, concepita come pezzo a sé e non come parte di altre e più vaste composizioni dello stesso genere, questa fuga è tuttavia anch'essa un documento dell'inclinazione, manifestatasi in Beethoven dagli anni della maturità, a riprendere la classica forma, trattandola peraltro con una certa indipendenza.
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WoO 9 - 6 minuetti per 2 violini e violoncello - 1795
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WoO 11 - Sette landler in re maggiore, per 2 violini e violoncello -
1798 ?
Laendlerische Taenze (Danze campestri) (7) per due violini e basso, redazione per pianoforte, 1797-1798, pubblicate a Vienna, Artaria, primavera 1799.
GA. n. 198 (serie 18/16) - B. 168 - H. 27 - KH. (WoO) 11 - L. IV, p. 343/5 - N. p. 150 - P. 90 - T. 95.
Sono oggi conosciute soltanto nella redazione per pianoforte, che però deve con ogni probabilità essere derivata, come in altri casi del genere, da un'altra originaria per due violini e basso, andata perduta. Sette brevissimi pezzi: figure di Laendler abbastanza stereotipate, musica ancora più elementare che non in altre precedenti composizioni dello stesso genere.
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WoO 15 -
Sei landler per 2 violini e violoncello - 1801-1802
Landlerische Tanze (Danze campestri) (6) per pianoforte, trascrizione delle danze per due violini e basso WoO 15 fatta dall autore, estate 1802, pubblicata contemporaneamente ad esse a Vienna, Artaria, settembre 1802.
GA. n. 197 (serie 18/15) - 13. 169 - KH (WoO)15, p. 452 - L. IV, p. 342/B16 - N. p. 151 - T. 94 Biamonti 325.
Lordine delle due prime è invertito rispetto a quello della redazione precedente.
La parte del primo violino è passata senza modificazioni nella prima riga del pianoforte, eccezionalmente con laggiunta di qualche nota della parte del secondo, che invece si è fusa, nella seconda riga, con il basso.
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WoO 32 -
Duetto, in mi bemolle maggiore, per viola et violoncello "mit zwei obligaten Augenglasern" «con due Paia di occhiali obbligati» - 1795-1798
1795-1798, pubblicato come appresso.
Bruers 298 - KH. (WoO)32 - Hess 22, 23, 24 - Peters 63.
Il manoscritto originale si trova nella raccolta Kafka del British Museum. La curiosa aggiunta al titolo:mit zwei obligaten Augenglasern (... con due paia di occhiali obbligati) è una scherzosa allusione alla debolezza di vista dei primi due interpreti: che furono, forse, lo stesso Beethoven (che aveva fatto pratica come violista nellorchestra elettorale di Bonn) e lo Zmeskall Lopera rientra nel novero delle piccole composizioni per due strumenti (nel nostro caso non frequentemente accoppiati insieme) determinate da qualche particolare ragione dordine tecnico o più probabilmente dal desiderio di compiacere amici musicisti o dilettanti: come ad esempio la Sonatina per due flauti, i Duetti per clarinetto e fagotto, i vari pezzi per mandolino e pianoforte, la sonata Opus 17 per pianoforte e corno.
Il primo tempo, pubblicato a Lipsia, Peters, nel 1912, da Fritz Stein, è in una chiara forma di sonata e di equilibrata struttura.
Il frammento del secondo tempo, esistente nello stesso foglio (23 battute di sola viola) è stato pubblicato in fac-simile ed in stampa, da Willy Hess in Musica, novembre 1953.
Il minuetto è stato pubblicato da Carl Haas nel 1952 presso Peters Hinrichsen, Londra.
Tutti e tre i tempi sono stati poi inclusi dallo Hess nel sesto fascicolo dei supplemente zur G.A. 1963.
Due parole su Nicolaus Zmeskall von Domanovetz :
Dai primi anni del suo soggiorno viennese Beethoven aveva stretto con lungherese Nicolaus Zmeskall von Domanovetz (1759-1833), funzionario della Cancelleria di Corte, unamicizia che mantenne per tutta la vita, dedicandoli anche nel 1810 il Quartetto serioso in fa minore opus 95. Lo Zmeskall era buon musicista (compositore, autore fra laltro di vari Quartetti, e violoncellista e nutrì per il maestro un sentimento molto devoto manifestandolo nelle più diverse maniere: da una subordinata collaborazione artistica, suonando con lui privatamente in quartetto o in duo» al disbrigo di affari e alla prestazione di servigi più modesti, in tante piccole contingenze della vita comune (ricerca e apprestamento di alloggi, commissioni varie, cura di oggetti di cancelleria). Dovette essere di buon carattere per adattarsi docilmente agli epiteti buffoneschi, e non sempre troppo gentili, che Beethoven gli affibbiava di tanto in tanto in ragione della confidenza, gratificandolo anche di titoli nobiliari inesistenti o contraffatti. Amico devoto, in ogni modo, fino alla morte.
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WoO 34 -
Piccolo pezzo per due violini - 1822
Hess 42 - Kinsky - Halm 34
Per Boucher, 29 aprile 1822, pubblicato in fac-simile nella Revue Internationale de Musique, Parigi, 1 marzo 1898; a stampa nella biografia di Beethoven del Frimmel (da cui ho tratto il MIDI) Berlino, 1901; e recentemente da M.A.L., pagina 383 e da Willy Hess nel sesto volume dei Supplemente zur G.A. 1963.
Il manoscritto si trova nella biblioteca del conservatorio di Parigi (Max Unger, pagine 92/93); è un piccolo pezzo di sette battute scritto per il violinista francese Alexandre Boucher, che, con una lettera di raccomandazione di Goethe, era venuto a far visita a Beethoven.
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| WoO 35 -
Canone strumentale per De Boer - 1825
3 agosto 1825.
Pubblicato da L. Nohl in Neuen Briefen Beethovens, 1867, pagina 274 numero 290, poi da altri vari; recentemente da Willy Hess nel sesto fascicolo dei Supplemente zur GesamtAusgabe, 1963.
Bruers 222 Hess 273 KH (WoO 35) .
Il manoscritto originale fa parte della raccolta Paul Warburg di New York. Un abbozzo si trova nel quaderno De Roda. Si tratta di un piccolo pezzo di 8 battute, probabilmente per due violini, scritto per l'olandese Otto De Boer, pittore e musicofilo grande ammiratore di Beethoven, in occasione d' una sua visita al maestro.
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Hess 29 -
Preludio e fuga, in mi minore, per 2 violini e violoncello - 1795
[Composto durante gli studi con Albrechtsberger].
Il manoscritto originale è conservato nell'archivio della società degli Amici della Musica di Vienna. Nottebohm, Studien, pagina 63, riporta il Preludio, con inclusione delle correzioni di Salieri, e le prime battute della Fuga. Edizione moderna completa a cura di W. Hess nel sesto fascicolo dei Supplemente zur GA., 1963. Di un Presto con il quale, secondo una indicazione di Beethoven riferita dal Nottebohm, avrebbe dovuto terminare la Fuga, non si ha traccia.
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Hess 40 - Preludio ad una Fuga in re minore per 2 violini 2 viole e violoncello - 1817
Preludio ad una Fuga in re minore per 2 violini 2 viole e violoncello, 1817, pubblicato la prima volta da W. Hess nella Schweiz. Musikzeitung ottobre 1935 e più recentemente dallo stesso nel sesto fascicolo dei Supplemente ZUR GA., 1963. Il manoscritto originale è perduto. Ad esso accenna il Nottebohm, come anche ad abbozzi della fuga. Il preludio è completo e consta dì 37 battute, alle quali seguono ininterrottamente alcune battute (Allegro) di introduzione ad una fuga. Questa non è stata portata più avanti di quattro battute; il tema è passato poi Scherzo della Nona Sinfonia.
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