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Tarpea
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TitoloTarpea: una marcia trionfale di Ludwig van Beethoven, WoO 2a

La Rupe Tarpea si colloca nella parte sud del colle Capitolino; ancora oggi è ricordata a causa della vestale Tarpea, figlia del custode del colle Spurio Tarpeo.

La leggenda, in due versioni distinte, ci viene tramandata da diverse fonti, ma è soprattutto Tito Livio, il grande letterato, che ne parla esplicitamente nei suoi scritti.

Tarpa, giovane vestale, viene corrotta da Tito Tazio, re dei Sabini, per conquistare il colle del Capidoglio, da cui si domina Roma. Lo scopo principale era quello di fare entrare i suoi soldati attraverso un passaggio segreto; in cambio la ragazza avrebbe avuto tutto ciò che questi soldati portavano al braccio sinistro, pensando cioè ai bracciali d'oro e ai loro preziosi anelli. In cambio però Tarpa ricevette pesanti scudi addosso: in fondo anche quelli erano portati alla loro sinistra…

Tarpea...

Panorama da sud della zona, con gli sbalzi in roccia tufacea ed avanzi di costruzioni imperiali.

Dopo aver ricevuto questa paga, il corpo della sventurata venne precipitato dalla Rupe.

Un'altra interessante versione della leggenda salva l'onore della vestale: il patto che la ragazza stipulò con gli ingenui Sabini aveva un fine strategico: la richiesta di avere in cambio dell'informazione sul passaggio segreto gli ori del braccio sinistro, fosse solo al fine di disarmare i Sabini e che Tito Tazio avendo capito il doppio gioco, ordinò di uccidere la ragazza.

In qualsiasi versione, sia eroica, di Romana Virtù oppure prezzolata traditrice, la povera Tarpea, ebbe in cambio solo un volo pindarico dalla rupe, che divenne - ovviamente- la Rupe Tarpea, da dove, per un lungo periodo vennero gettati gli assassini e i traditori di Roma.

In realtà Tarpea non era altro che la divinità tutelare della collina : Mons Tarpeium (vedere le fotografie) è infatti il nome antico del Campidoglio. La statua di questa divinità venne scolpita su di una catasta di armi, e potrebbe aver dato origine alla leggenda della traditrice Tarpea. Un precipizio adiacente alla collina fu conosciuto sin dai tempi antichi con il nome di saxum Tarpeium, cioè rupe Tarpa.

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TitoloLa tragedia Tarpea, di Christoph Kuffner

Con queste premesse, questa bieca storia non poteva non interessare la generazione di scrittori dei primi anni del diciannovesimo secolo; difatti il 26 marzo 1813 all' Hofburgthater di Vienna veniva rappresentata la tragedia Tarpeja di Christoph Kuffner. Poeta molto prolifico ed assai conosciuto ai suoi tempi ed ora totalmente dimenticato, ammiratore della cultura Greca e Latina, lo scrittore austriaco collaborò ed ebbe stretti rapporti con Beethoven per diversi anni, poiché ancora nel 1826 i due artisti progettavano di scrivere e musicare due oratori.

La serata era stata organizzata a favore di Joseph Lange, che fra l' altro era cognato di Mozart. Tuttavia, la tragedia, in quattro atti, ebbe una sola rappresentazione e scomparve dal repertorio, dopo una sola replica. Ecco i personaggi che Kuffner pensò per la sua opera: il re di Roma Romolo con sua moglie Ersilia; SpurioTarpeo, comandante in capo della guarnigione Capitolina e sua figlia Tarpeja. Tazio, re Sabino ed il suoi generale Meteo Curzio; il generale etrusco Lacumo e numeroso popolo, fra cui soldati, schiavi e comparse.

Atto primo: Tazio prega Tarpea di dirgli l' esatta posizione del sentiero che porta all' interno della città di Roma. Tarpea, amata sia da Tazio che da Lucumo, ha scelto il Tazio. Evidentemente, non fidandosi del suo amato, gli fa promettere di usare questo segreto solo per far pace con i suoi compatrioti.... Quindi i due amanti si danno convegno per il giorno successivo. Entrano in scena SpurioTarpeo, sospettoso per il comportamento evasivo della figlia e Romolo, re di Roma, cui il generale Lacumo si prostra e si assoggetta, proclamandolo suo re.

Atto secondo: In un tempio di Roma avviene l' investitura di SpurioTarpeo quale difensore del Capidoglio. Romolo pronuncia parole di pace agli Etruschi, ed ad un suo cenno i prigionieri di quel popolo vengono liberati. Intanto sua moglie Ersilia impedisce a Tarpea di entrare nel tempio, finché la giovinetta non avrà rivelato quale segreto custodisce nel suo cuore. Al suono di una marcia trionfale, Tarpeo stringe la mano a Lucumo, che ne profitta per chiedere in sposa Tarpea, ma ella, innamorata di Tazio, respinge con decisione le sue offerte d' amore. Nonostante il rifiuto, il padre ordina a Tarpea di sposare Lucumo. A questo ordine, la giovane vestale sviene.

Atto terzo: Nell' accampamento dei Sabini, Curzio parla con Tazio; egli è risoluto a conquistare Roma con un attacco frontale, senza ricorrere a tradimenti. Intanto Tarpea rivela a Lucumo che ella è innamorata di Tazio. In un crescendo di eventi complicati, ecco entrare la moglie di Romolo Ersilia, che tenta un generoso compromesso con Lucumo e Tarpea, ma le cose precipitano: Romolo viene a conoscenza della questione, mentre i Sabini attaccano battaglia. Il padre di Tarpea, SpurioTarpeo, cercherà la morte in battaglia.

Atto quarto: La scena ritorna quella del primo atto. Tarpea prega Tazio di rinunciare al suo piano segreto. Intanto arriva Lucumo che viene fatto prigioniero dai Sabini. Al suono di strumenti musicali ecco che arriva SpurioTarpeo, intenzionato ad uccidere la figlia, per salvare il suo onore. Tazio lo affronta in duello. Tarpea prega Tazio di ucciderla con la sua spada. Ma ecco che dal Capidoglio arrivano soldati Romani. Scoppia la battaglia. A questo punto donne romane, assieme ad i loro figlioletti, si gettano fra i contendenti, impedendo il massacro. Finalmente, una marcia trionfale sancisce la pace fra le due nazioni.

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TitoloLa magnifica marcia trionfale di Beethoven

Naturalmente la questione che più ci interessa è la magnifica marcia trionfale che Beethoven scrisse per questa tragedia, sotto il numero di WoO 2a. L' organico della marcia è così composto: due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe, timpani ed archi. Willy Hess rivela che la marcia potrebbe essere stata eseguita all' inizio dell' ottava scena del secondo atto, oppure al termine della tragedia. Notevole è , comunque lo stridore fra la pesantezza prolissa del testo di Kuffner e la magnifica ed asciutta eloquenza della musica Beethoveniana. I ritmi puntati, nella tonalità di do maggiore, ci portano verso quella esaltazione di festa popolare, verso quella "religio" laica delle rappresentazioni dell' illuminismo, tanto care al maestro di Bonn.

Bibliografia:

Willy Hess, Tarpeja, in "Beethoven - Jahrbuch" 1961 - 1964, Beethovenhaus, Bonn, pagine 92 - 147.

Luigi dalla Croce: Ludwig van Beethoven Le nove sinfonie e le altre opere per orchestra, L' arte della fuga, EST Edizioni Studio Tesi - 1986 - ISBN 88 7692 135 - 4

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TitoloTarpea in Roma

Tarpea...

Targa comunale posta all' inizio della salita di via Tarpea, nella regio X.

Tarpea...

Targa in travertino posta dal Papa Gregorio XII nell' anno 1582 all' inizio della via Tarpea, che rammenta l' edificazione e l' ammodernamento della zona.

Tarpea...

Belvedere Tarpeo, con annesso il tempio di Giove Capitolino, posto proprio alla sommità della via.

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© Armando ORLANDI
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